Title

Liminarietà e temporalità nelle interpretazioni cinematografiche della diaspora italoaustraliana di Giorgio Mangiamele

Document Type

Book Chapter

Publication Date

June 2007

Publication Details

This chapter was originally published as Rando, G, Liminarietà e temporalità nelle interpretazioni cinematografiche della diaspora italoaustraliana di Giorgio Mangiamele, in Hagan, J and Rando, G (eds), La Diaspora italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale. The Italian Diaspora after the Second World War, Bivongi [RC], International AM Edizioni, 2007, 119-132.

Abstract

La presente relazione intende partire dai concetti di liminarietà e temporalità elaborati da Hamid Nacify (2001) per analizzare i temi relativi alla diaspora italoaustraliana trattati nell’opera cinematografica di Giorgio Mangiamele con particolare riferimento alla due versione di The Spag. Caso più unico che raro del primo periodo immigratorio del secondo dopoguerra si rivela l’esperienza di Giorgio Mangiamele, nato al Catania nel 1926 e emigrato a Melbourne nel 1952 dove la sua passione per il cinema lo portò a dare un contributo notevole all’emergente cultura cinematgrafica australiana anche se è stato poi poco riconosciuto nonostante la sua induscitibile bravura come cineoperatore e regista. Mangiamele, difatti, è da considerarsi il fondatore del “cinema d’arte” in Australia — il suo è l’unico nome italiano riportato nel lavoro fondamentale di John Baxter (1970) sul cinema australiano — e il primo lungometraggio da lui realizzato Clay (1965) è stato il primo film australiano ammesso al festival del cinema di Cannes procurando così alla produzione cinematografica australiana un primo successo artistico a livello internazionale. Oltre a Clay e Beyond Reason (1970) Mangiamele conta al suo attivo sei film, prodotti tra il 1953 ed il 1970 nonché cinque documentari sulla Nuova Guinea finanziati dal governo di quel paese prodotti all’inizio degli anni ’80. Le prime produzioni — The Contract (1953), Unwanted (ca 1957 ma purtroppo andato disperso), The Brothers (1958), The Spag (1961) e Ninety-Nine Per cent (1963) — trattano temi che riguardano l’emigrazione italiana in Australia degli anni ’50 vista in tutta la sua contemporaneità ed immediatezza come parte integrale della condizione esistenziale dell’uomo moderno. Unico cineasta australiano ad occuparsi in quel periodo del fenomeno emigratorio — la prima produzione australiana They’re a weird mob appare solo nel 1966 e presenta un’impostazione del tutto antitetica — Mangiamele mette a fuoco la dislocazione, l’alienazione, la solitudine ed il richiamo del paese d’origine che costituisce l’esperienza dei suoi personaggi emblematici alle prese con la necessità di dover ambientarsi in una societa per molti versi poco accogliente.